Consorzio dei Comuni della Provincia di Trento

BIM dell'Adige

NEWS / EVIDENZE

10.08.2017

Si comunica che gli uffici consorziali rimarranno chiusi il giorno lunedì 14 agosto 2017.

Storia

Storia

Una storia che parte da lontano...

Già nel 1883 - con l’arrivo in Italia, a Milano, della prima centrale elettrica industriale costruita dalla società Edison - si poneva il problema dello sfruttamento delle forze idrauliche per produrre energia elettrica e insieme era urgente la questione di come usufruire delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche.

Perchè la montagna italiana – per alimentare la nuova energia elettrica a carattere industriale - si vede improvvisamente privare dell'acqua. Senza questo bene fondamentale le località montane rischiavano di trovarsi confinate in una condizione di miseria e isolamento.

Verso i Sovracanoni

centrale_mezzocorona

Per reagire a tale rischio con la legge n. 959 del 27 dicembre 1953, nascono i Sovracanoni per cui si riconosce il fondamentale principio che sancisce l'indennizzo del danno oggettivo apportato all'economia montana a causa dello sfruttamento massiccio delle risorse naturali (idriche e forestali) di un determinato territorio. Alla lunga storia dei Sovracanoni è legata anche la nascita del Consorzio BIM dell’Adige.

 

Tale normativa è il primo punto fermo dopo una gestazione lunga e complessa che inizia con la legge n. 2644 del 10 agosto 1884 per proseguire con il nuovo Testo Unico sulle Acque e sugli Impianti Idroelettrici (approvato con il Regio Decreto n. 1775 dell'11 dicembre 1933 ed entrato in vigore dal 23 gennaio 1934).

 

Con la 959/1953 si stabilisce in particolare la sostituzione degli oneri previsti dall'art. 52 del Testo Unico (quota di energia prodotta) con un sovracanone annuo di 1.300 lire al kw, rapportato alla potenza nominale media risultante all'atto della concessione.

 

La stessa norma applica il Sovracanone a carico degli impianti le cui opere di presa sono situate, in tutto o in parte, all'interno del perimetro di un Bacino Imbrifero Montano". La sua delimitazione è demandata al Ministero dei Lavori Pubblici, che si impegna a chiarire, entro un anno il perimetro di ciascun bacino, mediante un apposito decreto.

 

Nascono dei Consorzi

direttivo

In attuazione della legge n. 959, il 14 dicembre 1954 con un apposito decreto ministeriale, viene delimitato il Bacino Imbrifero dell'Adige, il quale interessa le province di Bolzano, Trento, Verona, Vicenza e Belluno. Tale provvedimento sarà per altro modificato sei anni dopo per arrivare al decreto 18 luglio 1969 con la riperimetrazione del bacino e l'elevazione della quota da 300 a 500 metri. Questo significava che il numero dei Comuni in esso compresi era portato agli attuali 129, suddivisi in tre vallate, la Vallata dell'Adige,la Vallata dell'Avisio e la Vallata del Noce.

 

Il Bim dell’Adige

La prima assemblea del nuovo Consorzio si riunisce il 12 aprile 1956 nella sede dell'ex Consorzio dei Comuni, in Via Belenzani, presieduta dall'assessore regionale il dottor Donato Turrini, con la partecipazione di 114 delegati.

 

Gli amministratori

Il primo provvedimento riguarda la presa d'atto della nomina dei tre presidenti eletti dalle singole Vallate che andranno a far parte di diritto del Consiglio Direttivo.

Sono il dottor Giovanni Franzelin di Cavalese per la Vallata dell'Avisio, l'ingegner Eugenio Taddei, sindaco di Cles per la Vallata del Noce e l'onorevole Giuseppe Veronesi, sindaco di Rovereto per la Vallata dell'Adige.

 

Alla stessa assemblea vengono nominati i primi consiglieri (due a vallata): il dottor Vittorio Venturi di Avio con Tullio Paissan di Terlago per la Vallata dell'Adige; il cavaliere Ufficiale Luigi Paolazzi di Faver con il dottor Simone Sommaria di Moena per la Vallata dell'Avisio; il cavaliere Danilo Gasperini di Malè con Pio Bottamedi di Andalo per la Vallata del Noce.

 

Tra provvedimenti e azioni di governo decisive

Il primo presidente, l'ingegner Taddei, viene votato all'unanimità. Tra i presidenti che si sono succeduti alla guida del Consorzio è doveroso ricordare il comendator. Fabio Giacomelli, presidente per ben 27 anni (1979 - 2006), durante i quali ha dato un forte impulso alla crescita del Consorzio. Tra i risultati più incisivi del suo mandato c’é sicuramente il Fondo di Solidarietà Intercomunale,nato nel 1984.

 

L'intuizione è ad un tempo semplice e innovativa. Fa riferimento ad un fondamentale concetto di "mutualità finanziaria", di aiuto reciproco tra i Comuni e il Consorzio. In sostanza si tratta di un fondo nel quale ogni Comune si impegna a versare la quota fissa (vincolata per 5 anni) di 10 milioni di lire, remunerata con un tasso di interesse maggiorato dello 0,50% rispetto a quello corrisposto dal Tesoriere sui depositi comunali ordinari, che poi viene utilizzato per la concessione di mutui decennali a tasso fortemente agevolato.

 

La costituzione della Federbim

federbim

Nonostante l'impegno e la determinazione dei dirigenti dei Consorzi - il problema dei versamenti  a quasi sette anni dalla legge istitiutiva del sovracanone è ancora in gran parte irrisolto - almeno a livello nazionale.

Nel 1960 il Tribunale Regionale delle Acque di Roma accoglie l'opposizione di 27 Società Idroelettriche e dichiara illeggittimi i decreti con cui il Ministero dei Lavori Pubblici aveva provveduto alla delimitazione di dieci Bacini Imbriferi, mettendo in pericolo due miliardi di Sovracanoni. E’ per tutelare legalmente i Consorzi che, il 17 marzo 1962, viene costituita la Federazione Nazionale dei Consorzi di Bacino Imbrifero Montano (Federbim) alla quale dall’inizio aderisce anche il BIM dell’Adige.